Pizza bianca con uva, fichi, mozzarella, toma piemontese e prosciutto crudo

 

Eccomi qui a candidare una nuova ricetta al contest di UnGiorno Senza Fretta UVA & FICHI, il tema mi è piaciuto talmente tanto che ieri mi sono messa ad impastare ed a farcire la mia pizza “nuova di zecca” con uva, fichi, mozzarella, toma piemontese e prosciutto crudo. Troppi ingredienti dite? Nooo credetemi il risultato è un misto di dolce e salato e nel palato i sapori si fondono creando quel certo non so che che in cucina sta proprio bene!!
Una mia amica mi aveva parlato di una pizza che aveva visto preparare a La prova del cuoco, e si tratta di una pizza con uva fichi e mozzarella, ma quando ho detto al mio maritino che avevo intenzione di farla, mi ha bloccato dicendo però aggiungici il prosciutto crudo. Il prosciutto crudo coi fichi nella pizza bianca spaccata a metà lo mangiavo quando ero piccola nella mia casa a Roma, mia nonna mi preparava spesso questa merenda nel periodo dei fichi… dovete proprio provare questi 3 sapori uniti insieme ……… mmmm che ricordi!!
Quindi coi ricordi in mano e il fantasia che mi solleticava nell’altra è nata la mia pizza bianca con uva, fichi, mozzarella, toma piemontese e prosciutto crudo.
Ecco gli ingredienti e il procedimento :))
INGREDIENTI
– 500gr di farina 00
– 500gr di farina Manitoba
– 1 confezione di lievito per pane liofilizzato
– 3 chucchiaini di zucchero
– sale fino e grosso qb
– acqua qb
– olio
– farina per la spianatora
– 4/6 fichi maturi
– 1 grappolo di uva nera
– 1 mozzarella
– 65gr di toma piemontese
– 4 fette di prosciutto crudo


PROCEDIMENTO
In una terrina di vetro molto capiente unire tutti gli ingredienti, tranne il sale grosso, e iniziate a mischiare quindi aggiungere l’acqua in più tempi finché la farina non è tutta raccolta. Quando si forma la palla iniziare a impastare sulla spianatora e quando avete ottenuto un bell’impasto liscio e morbido mettete dell’olio nell’insalatiera, su tutta la sua superficie interna e versarci la pasta, oleate la superficie e mettete a lievitare per alcune ore.
Premesso che più lievita meglio è, lasciate almeno 3 o 4 ore a lievitare, quindi impastare nuovamente e dividere la pasta in 3 parti, ognuna di esse  verrà stesa su una teglia, con 2 teglie ho fatto la pizza bianca del fornaio e con la terza ho fatto questa pizza.
Dopo aver steso la pasta ho aggiunto i dadini di mozzarella e la toma piemontese, poi i fichi tagliati in 4 spicchi quindi gli acini d’uva tagliati a metà e denocciolati e solo per ultimo il prosciutto cotto tagliato a listarelle :))
Ho cotto la pizza in forno a 270° per 10 minuti e poi GNAM!!

A Tu per Tu :Cremor tartaro o Lievito per Dolci?

Carissime Amiche Mie,
oggi ho fatto una scoperta che mi ha totalmente conquistato! Per la prima volta in vita mia ho usato il cremor tartaro, ed è stato molto interessante il risultato ottenuto . Ho fatto le basi per una torta di compelanno della bimba speciale di cui a volte mi sentite parlare, sono una torta arcobaleno e una astratta, presto vi farò un gran bel post su queste torte :))
Come vi dicevo non ho mai utilizzato il cremor tartato nelle torte, e per la prima volta ho deciso di fare questo esperimento, era davvero tanto tempo che avevo acquistato delle bustine, ma titubavo sempre e oggi stavo facendo la torta gli ingredienti erano tutti pesati e le uova stavano montando con lo zucchero, apro la scatola dei miei lieviti e con grande disappunto noto che il lievito per dolci è finito! UFF…. e ora?
Fortunatamente proprio stamattina avevo acquistato il bicarbonato con l’intenzione di utilizzarlo per il cremor tartaro e allora gioco forza timidamente e un po’ recalcitrante ho messo il cremor col bicarbonato nel robot da cucina.
La torta non doveva essere un pan di spagna eppure il risultato appena sfornata era decisamente soffice, come se avessi fatto una base per cupcake o un pan di spagna.
Ora in forno c’è la seconda torta e sta crescendo davvero bene, la prima quella sfornata di impeto sta raffreddando e sembra molto umida… solo domani sera la mangeremo e pertanto solo allora potrò dirvi come è il risultato finale di questo esperimento, in ogni caso se non l’avete mai provato fate un tentativo come ho fatto io, si tratta di un lievito naturale e decisamente data la sua veneranda età merita una possibilità !! :))
Ora vi lascio qualche dato fondamentale:

Il bitartrato di potassio (o idrogenotartrato di potassio) è un sale di potassiodell’acido tartarico. È noto anche con il nome di cremor tartaro.
A temperatura ambiente si presenta come un solido da incolore a bianco, inodore, ha bisogno del bicarbonato per essere attivato e al contrario della lievitazione naturale (con lievito di birra) provocata dalla presenza di microorganismi che fermentanogli zuccheri, la lievitazione dovuta al cremor tartaro è causata dalla reazione tra cremor tartaro (acido tartarico) e bicarbonato di sodio che libera anidride carbonica, creando delle bolle che, dilatandosi durante la cottura, gonfiano il prodotto alimentare.
Il cremor tartaro lievitato resta più leggero, non gonfia e non appesantisce lo stomaco a differenza del lievito, è fondamentale per la preparazione dei lievitati destinati agli intolleranti al lievito;  non contiene  stabilizzante ’E470a, che può provenire da bovini o da suini pertanto chi è vegetariano o vegano lo può utilizzare in tranquillità.