Pasta col tonno a modo mio

Pasta col tonno a modo mio
Pasta col tonno a modo mio

La pasta col tonno è indiscutibilmente una delle mie preferite, oltre ad essere un piatto molto veloce e semplice da preparare cosa che secondo me non guasta mai 😀
Questa che ti propongo non è la classica pasta col tonno, ma una mia versione GLUTEN FREE e più ricca e saporita, risulta ottima in ogni stagione ed adatta ad ogni occasione, buonissima come piatto unico o per una cena poco impegnativa con gli amici.

In estate spesso sostituisco la passata di pomodoro con i pomodorini freschi perini o pachino, è davvero buonissima così 😉

Lista della spesa per 4 persone

 

Cuciniamo

  1. Versa in una padella un cucchiaio d’olio, l’aglio e il preparato per il soffritto, quindi il tonno e fai rosolare per un paio di minuti a fuoco medio.
  2. Aggiungi la passata di pomodoro, i capperi dissalati, le alici e mescola di frequente.
  3. A metà cottura aggiungi il pesto all’aglio orsino, la paprika affumicata e la bottarga di tonno (proprio un pizzico altrimenti prende il sopravvento e rende il sugo troppo salato), ricordati di mescolare frequentemente.
  4. Se il sugo tendesse a restringersi troppo aggiungi un cucchiaio di acqua.
  5. Assaggia il sugo e se necessario aggiusta di sale.
  6. A fine cottura aggiungi il secondo cucchiaio di olio.
  7. Nel frattempo porta ad ebollizione abbondante acqua salata, quando l’acqua raggiunge il bollore salare e versare la pasta.
  8. Lascia indietro la cottura della pasta di un minuto, quindi versa un paio di cucchiai d’acqua di cottura nella padella in cui avrai preparato il condimento, scola la pasta e versala nella padella, termina la cottura, mescolando per far amalgamare la pasta al sugo.
  9. Impiatta e servi.

Buon Appetito !!

Frittata di rucola e cipolle caramellate con aceto balsamico IGP

Frittata rucola e cipolle caramellate con aceto balsamico IGP
Frittata rucola e cipolle caramellate con aceto balsamico IGP

La frittata è un classico della cucina italiana, la frittata di cipolle poi secondo me è una delle più buone in assoluto 😀 . Questa ricetta, oltre ad essere un piatto molto economico, è davvero molto semplice da preparare. Rispetto alla versione classica, ho aggiunto l’aceto balsamico e la rucola, questi due ingredienti aggiungono quel quid in più e il sapore risulta ancora più pieno e ricco.

TRUCCO: Per rendere le cipolle più digeribili, dopo averle mondate e tagliate, lasciale un quarto d’ora a bagno nell’acqua e poi sciacquarle. Dopo cuocile nell’acqua. 😉

 

Lista della spesa

Il latte serve per rendere la frittata più soffice 😉

 

Cuciniamo

  1. In una padella antiaderente versare l’olio fatelo scaldare, quindi aggiungete le cipolle mondate e tagliate a fettine sottili.
  2. Cuocere le cipolle aggiungendo di tanto in tanto un cucchiaio d’acqua (questo serve a non usare troppo olio) per evitare che le cipolle si secchino, aggiustate di sale e pepe.
  3. Quando le cipolle sono quasi cotte sfumare con l’aceto balsamico, fare insaporire fino a che le cipolle si sono caramellate, a questo punto aggiungete la rucola dopo averla mondata ed asciugata.
  4. A parte sbattete le uova con il latte ed aggiustare di sale e pepe, poi versare le uova sulle cipolle.
  5. Cuocere la frittata a fuoco dolce
  6. Servire la frittata calda o fredda a piacimento, questa fritta si può gustare come secondo piatto, oppure come antipasto se tagliata a striscioline o quadratini.

NB: Girate la frittata solo quando vedete che si sta iniziando a cuocere anche sulla superficie, in questo modo l’operazione sarà molto più agevole.

 

Buon Appetito !!

La Torta Pavlova per chi ama la panna le meringhe e i frutti di bosco

Torta Pavlova con frutti di bosco e gocce di cioccolato
Torta Pavlova con frutti di bosco e gocce di cioccolato

La famosa Torta  Pavlova è una torta tipica della Nuova Zelanda e dell’Australia. La tradizione vuole la nascita di questa torta in un hotel di Wellington in Nuova Zelanda il cui chef nel 1926 avrebbe creato questa magnifica torta per la ballerina russa Anna Pavlova, che negli anni ’30 era  aveva fatto una tournée in Australia e Nuova Zelanda, si dice che questo chef rimase talmente affascinato dalla bellezza di questa ballerina che volle inventare questo etereo dolce in suo onore .
Tuttavia l’attribuzione non è totalmente accertata e alcuni tendono a portare nello stesso periodo la creazione di questa torta in Australia.

La torta Pavlova, una torta nella sua versione originale fatta di meringa, crema pasticcera panna e lamponi, io in questo post vi darò la mia versine della Mia Torta Pavlova senza crema pasticcera.
Questa torta, dall’apparenza davvero eterea e sublime, è molto ambiziosa sia alla vista sia quando si assapora boccone dopo boccone.

La consistenza risulta in bocca quasi impalpabile, difatti la sua caratteristica è che si scioglie ad ogni boccone, è così friabile e soffice che se dovessi descrivervi la sensazione che provo mangiando la Pavlova direi che è un po’ come gustare candide nuvole, si avete letto bene proprio nuvole, perché solo le nuvole mi ricordano la sensazione che provo quando mangio questa torta che non smentisce la sua fama e risulta veramente eterea e sublime quasi come una ballerina di danza classica.

Se come me amate le meringhe la panna e la frutta questa torta non può mancare nei vostri menù delle grandi occasioni.

Per la preparazione di questa torta è indispensabile l’utilizzo di fruste elettriche, meglio ancora se avete a disposizione una planetaria. Montare gli albumi a mano non solo risulta molto più faticoso, ma oltretutto si rivelerebbe una preparazione decisamente lunga ed impegnativa.

Lista della spesa

  • 4 albumi
  • 250 g di zucchero semolato
  • 500 ml di panna fresca
  • 1 confezione di more da 125 gr
  • 1 confezione di mirtilli da 125 gr
  • 2 confezioni di lamponi da 125 gr
  • 40/50 g di gocce di cioccolato fondente

 

Cuciniamo

  1. Montare gli albumi a neve insieme a metà dello zucchero semolato, nella planetaria aumentandone pian piano la velocità.
  2. Quando gli albumi inizieranno a “solidificare”, aggiungere lo zucchero restante. Il composto è pronto, quando è bianco sodo e lucido.
  3. Trasferite il composto in una tasca da pasticciere utilizzando una bocchetta larga e liscia, su una placca da forno precedentemente ricoperta di carta da forno, formare due dischi del diametro di circa 20 cm.
  4. Cuocere in forno preriscaldato a 100 °C per circa 2 ore e mezza, quindi sfornate e lasciate raffreddare.
  5. Sciacquare con cura i frutti di bosco ed asciugarli con delicatezza.
  6. Montare la panna, quando i dischi di meringa saranno freddi posizionare il primo disco, sarà la base del dolce, su un  piatto largo meglio se da portata, coprirlo con 1/3 della panna montata, quindi aggiungere i 1/3 dei frutti di bosco e circa la metà delle gocce di cioccolato fondente.
  7. Posizionare sopra alla panna farcita il secondo disco di meringa e decorare con la panna montata, mettere il resto dei frutti di bosco e le gocce di cioccolato.
  8. Riporre la torta in frigo e lasciarla fino al moneto di consumarla.

 

Buon Appetito!!

Torta di mele Gluten Free

torta-di-mele-senza-glutine-applepie-cooking-donaLa torta di mele è speciale in qualsiasi sia la versione, che sia la torta classica di mele, l’apple pie, lo strudel di mele (apfelstrudel) o la tarte tatin. Sarà che secondo me tutti i dolci con le mele, nessuno escluso, sono buonissimi. La torta che vi propongo oggi è una torta di mele gluten free con pinoli, scorza di limone e cannella.

Sapevi che esistono circa 7000 varietà di mele? :-O  Sono differenti per origini geografiche e qualità come colore, consistenza, sapore e valori nutrizionali. Sapevi anche che in Kazakistan puoi trovare la mela Aport, un pomo gigantesco che può arrivare a pesare anche a un chilogrammo?? :-O  Beh io quando l’ho scoperto sono rimasta molto colpita.

La mela più adatta alla torta di mele classica è considerata la mela renetta, dal sapore acidulo di colorazione gialla e rugginosa, probabilmente è originaria della Francia. Anche se a mio avviso si può utilizzare qualsiasi varietà di mele che ha in casa, l’unica esclusa è mela verde Granny Smith.

 

 

Lista della spesa per 6 persone

  • 150 g di farina di riso
  • 40 g di farina di grano saraceno
  • 40 g di amido di mais
  • 2 uova
  • 5 cucchiai di zucchero oppure 100 g di zucchero
  • 3 cucchiai di olio di mais
  • 3 cucchiai di liquore – io ho scelto il Caldiff di Roner un’Acquavite di mele Gravensteiner
  • 3 cucchiaini da tea di lievito per dolci
  • 2 e ½ mele
  • 2 cucchiai di pinoli
  • Scorza di un limone tagliata a listarelle
  • Cannella q. b.

Se la torta è preparata per i bambini sostituire il liquore con del succo di mele o del latte. La torta si può servire  sia fredda che calda, in questo caso è una buona idea accompagnarla con della panna montata o la crema pasticcera.

Ho utilizzato uno stampo da 21 cm.

Cuciniamo

  1. Mettere tutti gli ingredienti secchi in una ciotola ed amalgamarli bene.
  2. Nel cestello della planetaria versare le uova intere, lo zucchero quindi montarle.
  3. Aggiungere gli ingredienti secchi un cucchiaio per volta.
  4. Poi aggiungere l’olio e per ultimo il liquore continuando a montare.
  5. Preriscaldare il forno a 160 °
  6. In una ciotola versare le mele tagliate precedentemente a cubetti, i pinoli, la cannella e amalgamarli.
  7. Imburrare uno stampo da 20-21 cm versare  l’impasto e sopra versare le mele condite.
  8. Infornare per 40 minuti, dopo fare la prova stecchino.
  9. Spegnere il forno lasciare la torta in forno con lo sportello aperto per 5 minuti.
  10. Sfornare, togliere la torta dallo stampo e far freddare.

 

Buon Appetito!!

L’insalata di avocado e mela verde e Sheepland

Insalata di avocado e mela verde
Insalata di avocado e mela verde

Con questo primo abbinamento ricetta e gioco inauguro la nuova rubrica Una ricetta per un gioco

L’insalata di avocado e mela verde a me piace moltissimo, la potrei mangiare tutti i giorni e quando lo dico, credetemi non scherzo! È un piatto molto semplice nella preparazione e con tempi velocissimi. Il risultato è un’insalata molto gustosa dal sapore esotico conferitolo dall’avocado.  Questo frutto fra tutti i suoi benefici aiuta a contenere i livelli di colesterolo nella norma, è ricco di Omega 3 e di Acido Folico. Nel condimento c’è la curcuma, una spezia dalle mille virtù, prime fra tutte è un’antitumorale per eccellenza, un potente antinfiammatorio ed un antibiotico naturale. Per una maggiore assimilazione della curcumina ho aggiunto il pepe nero, questa spezia infatti, aumenta la capacità di assorbimento dell’organismo della curcumina dell’85%. E poi c’è la mela verde, un frutto ricco di fibre e vitamine in particolare la vitamina C

Ma oltre ad essere un’insalata ricca di benefici, qui ne ho elencati solo una minima parte, risulta un contorno differente e molto fresco che appaga il palato e che grazie alle mele verdi Granny Smith assume quel delizioso senso di “croccantezza” sotto i denti.

Sconsiglio di utilizzare altre varietà di mela poiché l’insalata risulterebbe troppo dolce.
Chi non ama il gusto acidulo della mela verde, può sostituire la mela verde Granny Smith con un paio di coste di sedano bianco.

 

Lista della Spesa

  • 1 avocado
  • 1 mela verde Granny Smith
  • 1/2 limone meglio se biologico o di Sorrento perché risultano meno aspri.
  • Curcuma in polvere a piacere
  • Pepe nero a piacere
  • 2/3 cucchiai di olio evo
  • Sale a piacere – l’io sale dolce di Cervia

 

Cuciniamo

Sbucciare l’avocado e la mela e tagliarli a cubetti, quindi condirli con tutti gli altri ingredienti mescolare bene e servire.

 

… Dopo cena, si gioca!

troppo belle le pecorelle
troppo belle le pecorelle

Rullo di tamburi …. ed ecco a voi Sheepland … o come lo chiamo io Pecorellandia 😀 😀 😀

Chi mi conosce al tavolo da gioco sa due cose di me, la prima è che il mio colore è il rosso (che mi litigo sempre col nostro amico Atos), infatti lotto con tutte le mie forze per avere il colore rosso per il mio segnalino (chiamato in gergo Puzzillo Meeple dai giocatori seri, quelli che di giochi ci capiscono veramente!); la seconda è che adoro le pecore, in tutte le sue forme e disegni!! Tant’è che mi chiamano la “pastorella”. Sono rassegnati! Ogni volta che si decide di giocare ad un gioco con le pecore fra le tante risorse … tutti i miei avversari sanno che io giocherò per pecore e solo per loro, ma d’altra parte come potrei fare diversamente? Sono troppo carine!! Come si dice… che pazienza che ce vo’!! Per questo mio marito ❤ l’altra sera torna a casa con una sorpresa, indovina? Oh Yes Sheepland 😀

Questo gioco è edito da Cranio Creations, sul loro sito viene presentato così: Sheepland è una splendida isola, i cui abitanti vivono da sempre in armonia con la fauna del posto, principalmente composta da pecore. In Sheepland i giocatori sono pastori che competono tra loro per il controllo dei terreni più redditizi, guidando le pecore nelle terre che possiedono e costruendo recinti per non farle scappare. Riuscirai a radunare il gregge più numeroso nei tuoi territori e diventare così il pastore più ricco di Sheepland?

Sheepland è un gioco da tavolo strategico, nel quale bisogna spostare più pecore possibili nella tipologia di territori che ogni giocatore acquista durante la partita. È un gioco da 2 a 4 giocatori ed è consigliato dagli 8 anni in su, le partite durano in media 30 minuti.

sheeplandNel mondo dei giocatori da tavolo esperti  Sheepland è considerato un filler letteralmente riempitivo. Si definisce un Gioco Filler quando il gioco è veloce (mediamente sui 30 minuti o meno), poco impegnativo con cui fare una partita detta di “riscaldamento” prima di “apparecchiare” il gioco principale della serata. Per me che assolutamente non sono un’esperta, Sheepland è un gioco molto carino e divertente, adatto a tutti, sia a chi non è un giocatore consumato, sia a chi è un giocatore di alto livello. Non potendomi considerare un giocatore di livello considerevole, vi dico semplicemente che mi sono divertita moltissimo a giocare a questo gioco. È uno di quei giochi che da profana definisco finto semplice, nel senso che è un gioco di facile apprendimento, ha davvero pochissime regole, ed è veloce da spiegare, anche se possiede risvolti che inaspettatamente possono risultare molto strategici.

È proprio il tipo di gioco adatto a tutti: a chi si avvicina per la prima volta al mondo del gioco da tavolo moderno, a chi è un giocatore consolidato che metterà l’accento più sul lato strategico, a chi vuole semplicemente ingannare il tempo e a chi come me vuole solo divertirsi a fare il pastore! Insomma è da provare!!

La componentistica per me è bella, certo si potevano impegnare un po’ di più con i pastori, ma con le pecore hanno dato il massimo sono fantastiche, c’è pure quella nera che a dispetto della realtà o del luogo comune che la bistratta un po’, qui è la protagonista indiscussa del gioco. Pensa che alla fine del gioco vale 2 punti, al contrario di quelle bianche che ne valgono solo 1 (poverine 😦 ). Sono bellissime anche le monete con la rappresentazione del musetto della pecora fronte retro. Ci sono 60 gettoni, in differenti formati di valore economico, realizzati in cartone di livello standard. All’inizio del gioco ad ogni giocatore vengono consegnate 20 monete, 30 nella versione a due giocatori. Ogni contendente deve amministrare le monete per tutta la durata della partita, infatti non ci sono guadagni economici extra…. perché si sa, le pecore costa mantenerle!! Le monete servono per acquistare le differenti tipologie di terreno: bosco, acquitrino, fiume, campo di grano, tundra e montagna. Un terreno di una di queste tipologie viene dato in dotazione ad ogni contendente ad inizio partita. Il costo di ogni tipologia di terreni varia da 0, 1, 2, 3, 4 monete … il che starebbe a dire che il primo che arriva bene alloggia, chi meno spende più guadagna.

Il tabellone, chiamato in gergo plancia di gioco, è molto colorato con una grafica fumettistica che è perfetta per i bambini. Se si vuole proprio guardare il pelo nell’uovo, la strada per i recinti dei pastori se l’avessero colorata di un colore differente dal terra di siena, sarebbe risultata di più facile lettura nel lato dedicato ai campi di grano, ma a parte questo piccolo particolare è davvero molto carina.

Indovina come si chiama la città dove va posizionata la pecora nera ad inizio gioco: Sheepsburg! Per noi comuni mortali Borgo Pecore 😀 😀 😀

Il gioco consiste nello spostare pastori e pecore, le azioni che si possono fare nel turno di ogni giocatore sono solo tre: spostare il pastore, spostare le pecore (pecora nera compresa) ed acquistare terreni. Non si possono effettuare due azioni uguali di seguito e guarda un po’ il pastore deve essere obbligatoriamente mosso almeno una volta per turno. Nel gioco la pecora nera è molto felice (d’altra parte è bellissima), tant’è che se ne va a zonzo libera, belando allegramente per la plancia di gioco per tutta la durata della partita. Come fa? Beh ogni giocatore effettua prima del suo turno un tiro di dado ed a seconda del risultato la pecorella si muove. Tutto semplice fin qui…. mmm no! La povera pecorella nera ha una limitazione. Ebbene si la pecora nera, purtroppo, si muove solo se il numero che esce dal tiro di dadi è libero da pastori e steccati ed è presente nel campo in cui è sita; in caso contrario non si muove, perché il passaggio le è ostruito o è inesistente; il passaggio, da un campo all’altro, è costituito dai numeri disegnati sulla plancia. Tutta colpa di quegli antipatici dei pastori, eh già perché ogni volta che si muovono al posto loro ci troviamo costruita una parte di recinto (antipatici forte eh). I pastori possono muoversi senza pagare il pedaggio spostandosi di una casella, se vogliono spostarsi da due caselle in su devono sempre pagare 1 moneta. Così imparano a costruire gli steccati!! 😛

Lo scopo del gioco è spostare le pecorelle nella tipologia di terreni acquistati, vince chi riesce a spostare più pecore nei propri terreni.

Beh io credo di averti detto tutto, se ho dimenticato qualcosa… sai c’è sempre il regolamento nella scatola 😉

Non mi resta che dirti Buon Appetito e Buon Gioco!!